Quaresima disarmata

3 03 2015

Per una quaresima disarmata: liberandoci dagli imprenditori di morte

In occasione della Quaresima 2015, le riviste missionarie (Missione Oggi, Mosaico di Pace e Nigrizia) e la Campagna di pressione alle “banche armate” ha lanciato un appello e diffuso un volantino per sensibilizzare credenti e non sul tema delle spese militari e sul ruolo delle banche nel commercio di armamenti. Un tema caro anche a papa Francesco che, durante l’omelia della Messa mattutina a Casa Santa Marta, ha duramente condannato quegli “imprenditori di morte” che vendono armi a paesi in conflitto e che dunque hanno interesse che le guerre proseguano.

Ecco alcuni stralci dell’appello per una quaresima disarmata:

«Chiediamo alle diocesi, alle parrocchie, alle comunità religiose e ai singoli credenti – e anche i non credenti – di accogliere il nostro invito a verificare se la banca di cui si servono ha emanato direttive sufficienti per un’effettiva limitazione delle operazioni di finanziamento e d’appoggio alle esportazioni di armi (…)

La Quaresimaè fin dalle sue origini tempo di revisione della propria esistenza e di conversione dei cuori. Un tempo propizio, dunque, anche per ripensare alle proprie scelte, sia individuali che comunitarie, in campo economico a cominciare dalla scelta della banca in cui teniamo i nostri risparmi (…)

Questa Quaresima diventi, allora, l’occasione per convocare i consigli pastorali, i consigli per gli affari economici o le assemblee aperte per approfondire e sensibilizzare sulle spese per gli armamenti e sul coinvolgimento delle proprie banche – e, quindi, dei propri soldi – in questo mercato di morte. Siamo convinti che la strada sia ancora in gran parte da percorrere. Ma, allo stesso tempo, crediamo che non sia impossibile. Come hanno già fatto in questi anni molti singoli risparmiatori, uomini e donne che individualmente hanno scritto alla propria banca. Come si sono esposti alcuni comuni, province e regioni, così sarebbe un gesto significativo e profetico se su questo tema si muovessero le parrocchie, le diocesi, gli istituti religiosi. E sarebbe non solo una scelta “di coscienza”, ma un forte richiamo, uno stimolo, alle banche affinché rivedano gli investimenti e coinvolgimenti nell’export armiero”.

La proposta per una Quaresima disarmata vuole aiutare a non essere indifferenti a questo richiamo. Non vogliamo anche noi lasciarci travolgere dall’indifferenza e ripetere «a me che importa?».

Scarica il materiale per la divulgazione cliccando qui

quaresima disarmata

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