Laboratorio sulle relazioni umane

Relazioni umane: la ricchezza che non riusciranno mai a portarci via     Volti a cerchio

Premessa

Noi europei non soffriamo molto la povertà economica, come nel Sud del mondo, ma viviamo in un contesto di grande povertà relazionale. Tutti soffrono di povertà relazionane: i bambini abbandonati in casa davanti alla tv; i giovani con loro disagio sempre più preoccupante; gli adulti sempre di corsa e svuotati dai beni relazionali; gli anziani soli e abbandonati.

Bisogna recuperare la ricchezza delle relazioni umane che abbiamo perso a causa del correre dietro all’accumulazione di tante cose. I beni relazionali sono essenziali per la vita umana e sono fondamentali per la felicità e il gusto del vivere.

Presentazione del laboratorio

Abbiamo elaborato un laboratorio sulle relazioni umane per educarci a recuperarle e a far diventare priorità della nostra vita quotidiana, in modo da recuperare la qualità della vita che si basa sui beni relazionali perché le persone umane sono fatte di relazioni. Siamo esseri relazionali e dobbiamo avere una grande rete di relazioni umane per il bene vivere.

Due dinamiche per il laboratorio

Il laboratorio propone due dinamiche: la prima che si può fare dentro una realtà di gruppo o di comunità (per esempio: nei campi scuola, nei patronati, durante il catechismo e i vari incontri della comunità parrocchiale); la seconda da farsi in un contesto di festa, di sagra, di eventi vari sulle piazze.

1°.   Dinamica: mettere le persone in cerchio, sedute e pronte per vivere 6 momenti di recupero delle relazioni umane. Per una migliore realizzazione del laboratorio, si può partire da un minimo di 4 persone ad un massimo di 10 membri.

  • Il primo momento è chiamarsi per nome mediante la dinamica del ritmo: battendo le due mani prima sulle ginocchia e poi a mani unite seguendo un ritmo deciso in partenza, chiamare prima il proprio nome e poi, nella seconda battuta delle mani, quello di un altro. Ripetere la dinamica finché tutti non si siano sintonizzati sul ritmo ed abbiamo imparato i nomi degli altri.
  • Il secondo momento è guardare i volti: osservare in silenzio attentamente il volto dell’altro, sapendo cogliere le diversità e cosa potrebbe esprimere. Terminare la dinamica solamente dopo che tutti si siano messi in un atteggiamento rispettoso e contemplativo, senza più ridere come all’inizio può accadere.
  • Il terzo è conoscere il limite della comunicazione verbale: far partire da un primo una frase completa con un significato importante, che dovrà essere passata di persona in persona in silenzio mediante il sussurrio nell’orecchio del vicino, in modo che nessuno senta ma solamente colui a cui si vuole comunicare la frase. Quando la frase arriverà all’ultimo, allora verrà svelata la frase originale. Questo aiuta a capire come la comunicazione verbale è limitata: dovendo stare attenti quando si recepisce una frase, ma anche nell’essere prudente nel dare troppo credito alla notizia sentita, senza verificare se corrisponde a quello che davvero è stato annunciato;
  • Il quarto è condividere una preoccupazione, sofferenza o angustia, ma anche un fatto, avvenimento o realtà bella della propria vita. Questo aiuta ad ascoltarci e a conoscerci meglio mediante la condivisione.
  •  Il quinto è condividere  sia una preoccupazione, sofferenza o angustia, ma anche un fatto, avvenimento o realtà bella dell’altro (può essere il proprio famigliare, l’amico, il vicino di casa oppure quello che sta dentro al cerchio). Questo aiuta ad ascoltare l’altro ed a conoscere meglio la sua vita.
  • Il sesto (terminando la dinamica in piedi e con le mani date) è lo scambio di saperi: socializzare brevemente una frase, un pensiero o un fatto che ci ha colpito attraverso un incontro, una lettura di un libro o un’esperienza vissuta.

2°.   Far fare un test sulle relazioni per rendersi conto come vengono vissute e quanto dobbiamo recuperarle per dare qualità della vita.

L’animatore del laboratorio

Nelle due dinamiche ci vuole un animatore o un facilitatore per far svolgere bene il laboratorio. Scegliere quindi un volontario che possa fare questo importante servizio nel laboratorio. L’animatore prenderà spunto delle dinamiche del gruppo per uno sviluppo ulteriore delle proposte del laboratorio.

Lo spazio del laboratorio

Curare lo spazio dove si svolgerà il laboratorio: mettendo alcuni grandi cartelloni in forma di cerchio, in modo che le due dinamiche vengono realizzate all’interno. Visualizzare nei cartelloni le relazioni umane e la loro importanza:

  • primo cartellone: pieno di volti;
  • secondo cartellone: pieno di mani date;
  • terzo cartellone: un gruppo di persone, una famiglia oppure una comunità;
  • quarto cartellone: varie frasi sull’importanza delle relazioni umane;
  • quinto cartellone: varie espressioni di relazioni umane: il bacio, l’abbraccio, la stretta di mano, lo sguardo, il gesto…

Scarica i pannelli sulle relazioni umane

 

Laboratorio alternativo: l’origami delle relazioni

Scarica il laboratorio dell’origami delle relazioni

One response

20 06 2013
gabriele bastardi

ciao a Tutti son Gabriela Bastardi VOLEVO CONDIVIDERE con Voi una bellissima esperienza che potete venire a vedere in Provincia di Modena vi son tante Case della Carita fondate da un Sacerdote Don Mario Prandi nel dopo guerra di un piccolo paesino di montagna se fate una ricerca su google vi sono varie informazioni ( nel mio piccolo qui si CONDIVIDE la PASQUA TUTTI I GIORNI ) non capisco perchè non vi è una Casa della Carità in ogni parrocchia ?

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